Il Bruno

 Bruno Detassis Photo by arch. Ermanno Salvaterra

Bruno Detassis Photo by arch. Ermanno Salvaterra

Bruno Detassis nel ricordo di Ermanno Salvaterra
Prima di tutto mi venga permesso di dire “IL BRUNO” quando parlo di Bruno Detassis o, come dice sua figlio Claudio “el Bruno”. So non essere corretto in italiano ma noi abbiamo sempre detto così di lui e continueremo a farlo. A volte cerco di immaginare il Bruno ai suoi tempi. Cerco di immaginarlo nella sua vita di tutti i giorni ma soprattutto quando era in montagna. Come mi piacerebbe essere ai Bindesi ad arrampicare con lui, ad allenarmi insieme. Erano altri tempi ma ci si allenava. Non si volava di certo come si fa ora. Chi si lascerebbe cadere al giorno d’oggi con la corda annodata attorno alla vita. Una volta gli chiesi perché teneva il nodo dietro e lui mi rispose semplicemente che davanti dava fastidio. Quanto coraggio avevano a quei tempi, quanto “pelo” dovremmo dire… “Cercare il facile fra il difficile”, era una dei suoi motti. Lui arrampicava così. Era attratto da una parete, da una linea e cercava di seguirla evitando le parti più difficili se di lato si saliva più agevolmente. Un grande esempio di questo lo troviamo sulla sua via alla est della Brenta Alta. Una linea perfetta, esteticamente una superlinea. Perché il Bruno all’estetica ci teneva molto.

Bruno Detassis (1910 - 2008)
Bruno Detassis è nato a Trento nel giugno del 1910 da una famiglia operaia (il padre Antonio falegname, era una figura di spicco del sindacalismo trentino dell’epoca).E’ il capostipite di una grande scuola alpinistica caratterizzata per mezzo secolo dalla sua eccezionale personalità. Ha aperto nelle Dolomiti oltre 200 vie tra cui, nelle Dolomiti di Brenta la parete nord della Brenta Alta nell’agosto del 1934 con le guide alpine Enrico Giordani e Ulisse Battistata.
Con Enrico Giordani sul Crozzon di Brenta traccia nel 1935 la famosa via delle guide e nel 1937 insieme a Giorgio Graffer una nuova via sul pilastro ovest della Cima Tosa. Un periodo fecondo di salite nelle Dolomiti trentine (dal Brenta alle Pale di San Martino) scaturì dall’incontro con Ettore Castiglioni negli anni ’30 impegnato nella stesura delle prime guide alpinistiche della collana “I Monti d’Italia”.
Fu anche tra i primi maestri di sci trentini in attività: formatosi nei primi anni ’30 alla scuola di Hans Noebl al Sestriere (dove conoscerà la moglie Nella Christian, anche lei maestra di sci), dal Piemonte si trasferisce nel 1939 a Madonna di Campiglio (dove tuttora vive) per dirigere la locale scuola di sci.
Dal 1949 ha gestito il rifugio dei Brentei nel cuore delle Dolomiti di Brenta. Si è distinto anche in numerosi interventi di soccorso. Nel dicembre 1957 ha diretto la prima spedizione trentina in Patagonia.
Bruno Detassis,  patriarca degli alpinisti trentini e una delle figure più significative nell’epopea dell’alpinismo dolomitico fra le due guerre ha chiuso gli occhi nella sua casa di Madonna di Campiglio nella serata di giovedì 8 maggio 2008 a 97 anni. Con lui se n’è andato un uomo che ha rappresentato  un mito per molte generazioni di alpinisti.

LE VIE DI BRUNO
Camino nord, Torre Prati - (1.08.1938)