Via Detassis, Brenta Alta, parete nord-est
Grande e storico itinerario classico su roccia magnifica che conduce alla sommità della vasta cima rocciosa della Brenta Alta. L’itinerario si svolge lungo quella stupenda muraglia verticale, di eccezionale uniformità e compattezza, che domina la parte più alta della Busa degli Sfùlmini. Arrampicata libera arditissima, molto esposta ed elegante, su roccia molto compatta che rende talvolta assai precario l’uso dei chiodi.
Area/Gruppo: Dolomiti di Brenta
Cima: Brenta Alta (2960 m, catena degli Sfùlmini), parete nord-est
Via: Detassis
Difficoltà: VI°-
Primi salitori: Bruno Detassis, Ulisse Battistata e Enrico Giordani, 14-15 agosto 1934
Versante: nord est
Lunghezza: 550 m
Accesso generale
La via di salita più comoda al Rifugio Pedrotti è da Pradel, raggiungibile in auto da Andalo oppure in telecabina da Molveno. Con segnavia 340 si passa per il Rifugio Croz dell’Altissimo, quindi per il Rifugio Selvata e la Valle dei Massodi per poi arrivare al Pedrotti (circa ore 3.30).
Accesso
Dal Rifugio Pedrotti 2486 m si segue il sentiero Osvaldo Orsi (n° 303) sino ad arrivare in vista della parete. Qui si lascia il sentiero e, per ghiaie e roccette, si arriva ai piedi delle rocce. Attaccare in un diedro posto pochi metri a sinistra dello spigolo nord-nord-est (via Gogna) (1 ora circa dal rifugio).
Discesa
Dalla cima si scende verso sud (versante Brenta Bassa) per un facile camino-canale, arrivando ad una grande cengia che si attraversa in diagonale, verso destra, fino ad un ripiano roccioso (ometti). Da qui ci si cala, in un camino, con una corda doppia da 50m fino ad una cengia. Scendere quindi per un ghiaione camminando in direzione della Bocca di Brenta fino ad un altro camino che si discende arrampicando. Raggiunta un’esile cengia, la si percorre fino ad arrivare alla Bocca di Brenta dalla quale, seguendo la ferrata, si ritorna al rifugio.
Materiali consigliabili
2 corde da 55m, 12 rinvii, chiodi, martello, nuts e friends. Dotazione alpinistica completa.
Foto da: Dolomiti di Brenta di Gino Buscaini ed Ettore Castiglioni, “Guida dei Monti d\’Italia” Club Alpino Italiano - Touring Club Italiano.

Via che dimostra come per i tempi il Bruno possedeva già una visione futuristica dell’arrampicata:si sposta infatti dai camini affrontando le stupende blacche della Brenta alta tanto che la via si dimostra di una straordinaria arrampicata molto piacevole e divertente anche per i canoni attuali…ed è del ‘34!!!